Quanto sei bella Roma (2)

Con la pancia piena si sta molto meglio. Lasciamo Piazza Mattei e ripercorriamo il tragitto fino all’uscita del Teatro Marcello, qui girando a sinistra e attraversando la strada ci attendono i 124 gradini della Scalinata dell’Ara Coeli.

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dsc_0250Arrivati in cima siamo ricompensati dal panorama.

La Basilica di Santa Maria in Ara Coeli alle nostre spalle sorge sui resti di un tempio dedicato a Giove.dsc_0251

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All’interno di questa Chiesa vi è una copia della reliquia del Santo Bambino (quella originale è stata purtroppo trafugata nel 1994) che è conservata nella piccola cappella in fondo a sinistra. Nonostante si tratti di una copia non è possibile comunque fare fotografie.

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Adiacente alla chiesa si trova l’Altare della Patria (o Vittoriano), chiamato anche macchina da scrivere. E’ circondato da un’alta cancellata nera ed è accessibile solo dalla facciata anteriore. Passando il cancello vi sono guardie che incessantemente urlano “No eat, no sit, no drink… only water!”.

L’altare della Patria è stato costruito con marmo bianco proveniente da Brescia. Oltre alla sua grandezza il bianco che lo caratterizza, che è rimasto intatto in tutti questi anni, lo fa spiccare in mezzo a tutto quello che lo circonda.

Al centro la statua di Vittorio Emanuele II: una delle statue più grandi del mondo, solo i baffi sono lunghi 3 metri.

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La fiamma del milite ignoto è sempre accesa.

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E’ possibile salire sull’Altare della Patria e raggiungere le Terrazze delle Quadrighe. A destra il panorama è molto simile a quello che si vede dalla Basilica di Ara Coeli, mentre a sinistra si possono ammirare i fori imperiali e i fori romani fino a scorgere addirittura il Colosseo.

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Decidiamo di ammirare il mercati di Traiano, che si vedono nella foto sopra, solo dall’alto. Il biglietto d’ingresso costerebbe 14 euro. Si trovano a fianco della Colonna Traiana. Si tratta di un semicerchio dove si possono immaginare negozi e portici.

La Colonna Traiana racconta le storie delle vittorie dell’imperatore Traiano in Dacia.

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dsc_0308Dall’alto si vedono per intero i Fori Imperiali che però sono, a parte i mercati di Traiano, dei resti che devono essere esaminati da un occhio attento per riconoscerne la destinazione: c’è molto da immaginare e poco da vedere.

Invece, per quanto riguarda i Fori Romani la comprensione i resti è molto più semplice e è anche molto più semplice avere informazioni utili a capirne il significato.

E’ per questo che decidiamo di fare il biglietto, che è cumulativo con l’ingresso al Colosseo, per visitarli. Il costo è di 12 euro ed è possibile accedervi dalle 8.30 alle 16.30 (d’estate l’orario è diverso consultate il sito internet per maggiori informazioni).

Adesso ci addentriamo tra i fori e vi portiamo con noi.

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Il Tempio di Antonino e Faustina trasformato poi in Chiesa. E’ per questo che il tempio è così ben conservato.  Esso era dedicato alla dea Faustina e al dio Antonino, i genitori di Marco Aurelio. Per chi non lo sapesse gli imperatori era considerati delle divinità.

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Della Basilica Emilia rimangono solo delle colonne. Ospitava i tribunali e i cambia valute ed era grande come un campo da calcio. Al suo interno sorgeva un tempio dedicato a Venere Cloacina utilizzato per rituali di purificazione.

Tra la Basilica Emilia e la Chiesa dedicata a San Luca e Santa Martina sorge La Curia, costruita per volere di Giulio Cesare. E’ stata ricostruita nel III secolo ed è per questo che risulta così ben conservata, funse poi da Chiesa. In origine, durante l’era della Repubblica, qui si riuniva il senato.

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Il Tempio di Saturno (497 a.C.) è il più antico del Foro Romano. Sono rimaste solo le otto colonne, che si vedono nella foto sotto, e veniva utilizzato come tesoreria e zecca dello Stato.

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A fianco del Tempio della Concordia vi sono i resti di quello di Tito e di Vespasiano di cui rimangono solo tre colonne.

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Scendendo, si vede chiaramente la trasformazione del Tempio di Antonino e Faustina in chiesa e si ergono tre imponenti colonne.

Queste appartengono al Tempio della Vesta. All’interno di questo vi erano le vergini vestali che avevano il compito di non far spegnere mai il fuoco sacro. Nel caso in cui una di loro fosse stata presente nel momento dello spegnimento o ne fosse stata responsabile sarebbe stata flagellata fino alla morte.

Se vi state chiedendo chi erano le vestali vi possiamo rispondere noi. Erano donne vergini che dedicavano la loro vita alla protezione del tempio. Potevano rinunciare in qualsiasi momento al loro sacerdozio ma in tal caso perdevano alcuni privilegi. Ad esempio, non potevano più circolare su due ruote (questa concessione veniva fatta solo alle vestali e all’imperatrice), perdevano il posto riservato all’interno del Colosseo e non potevano più concedere la grazia ai criminali che chiedevano il loro perdono.

Ma la cosa più tragica era non rinunciare ma tradire la causa concedendosi a un uomo. Se la donna veniva scoperta veniva sepolta viva. Anche l’uomo, responsabile alla pari, veniva punito. Egli veniva frustato a morte davanti alla Curia.

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Avvicinandoci sempre di più al Tempio della Vesta notiamo che un cartello avvisa dell’apertura della Basilica di Santa Maria Antiqua fino al 31 ottobre. Che fortuna!!

Premesso che si tratta di una Chiesa molto antica ed è uno dei primi esempi cristiani all’interno del foro, siamo decisamente curiosi di entrare a scoprire come si presenta internamente.

Della parte esterna è rimasto un involucro di mattoni niente che potrebbe assomigliare a una chiesa. Il portone è moderno di vetro, sembra recente. Entriamo, la stanza dove ci troviamo sembra piccola ma ai lati di quello che sembrerebbe lo spazio per un altare ci sono due piccole cappelle. All’interno di queste vengono proiettate scritte e immagini sovrapposte alla pittura originale (non troppo nitida). Le proiezioni servono per capire prima di tutto a cosa e a chi si riferiscono le figure dipinte e poi per immaginare le pareti con i colori sgargianti del tempo.

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E’ conservato un dipinto di Sant’Agata, a sinistra, che è assolutamente il pezzo d’arte muraria meglio conservato. A sinistra, un mosaico di Maria che però non è di questa Chiesa ma è sono esposto in mostra.

Facendo il giro antiorario della stanza sulla destra si trova collegamento a un museo e al belvedere.

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Qui sotto la salita per raggiungere il Belvedere, vorrei farvi notare l’altezza dei soffitti.

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Sopra una cartina che mostra il progetto di estendere gli scavi e ampliare i fori anche oltre Santa Maria Antiqua. Un buon motivo per ritornare a Roma :)!

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Proprio a fianco dell’uscita si trova la Basilica di Massenzio che è uno degli edifici più rappresentativi del Foro, considerando che si può vedere la sua struttura originale. E’ affascinante vedere i soffitti a cassettoni a cui si è ispirato addirittura Michelangelo durante la progettazione della Cupola di San Pietro.

Altri architetti hanno invece preso spunto dagli archi e dall’abside.

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Noi prima di uscire siamo andati a fianco e sotto l’Arco di Tito. Questo raccoglie e racconta le vittorie in Dacia di Tito attraverso i suoi bassorilievi sotto l’arco.

Andando verso destra rispetto all’Arco si trova una salita per accedere ai Fori Palatini: serve sicuramente meno immaginazione rispetto a quelli Romani e c’è anche molto più verde, ma a parer nostro sono meno interessanti e meno affascinanti rispetto a questi ultimi. I Fori Palatini, ovviamente, sorgono sul Colle Palatino. Secondo la leggenda su questo colle Romolo e Remo fondarono Roma.

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Uscendo dai Fori Romani, e quindi tornado vicino alla Basilica di Massenzio, sulla destra si trova la Chiesa Santa Francesca.Si tratta di una chiesa molto graziosa. Appena siamo entrati abbiamo alzato gli occhi al soffitto: una Madonna con il bambino si trova al centro, impossibile non rimanerne colpiti. Altrettanto belli i mosaici sull’abside.

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Riprendiamo un po’ di fiato e scendiamo verso il Colosseo. Purtroppo la vista è un po’ oscurata da una transenna lungo tutta la via che separa dai lavori in corso per la costruzione della nuova linea della metropolita

Davanti al Colosseo una statua di un cavallo.

Costruito sotto ordine di Vespasiano e terminato durante il regno di Tito è l’arena presa a modello per la costruzione dei maggiori stadi del mondo. Pensate che per la sua costruzione hanno lavorato almeno 70.000 persone.

E’ la struttura antica meglio conservata di Roma ed è ancora in piedi dopo 2000 anni di disastri ambientali e bellici. E’ possibile visitarlo con il biglietto cumulativo che avete acquistato per i fori. Se non doveste riuscire a visitarlo non temete perché potete tornare il giorno successivo (il biglietto è infatti valido due giorni). Gli orari d’ingresso sono identici a quelli per entrare nei fori.

Se volete però visitare il piano superiore, l’arena e i sotterranei dovrete per forza avere una guida al vostro fianco (e quindi prenotare la visita con largo anticipo).

Prima di arrivare a Roma dovete necessariamente vedere qualche film inerente alla città. Tra la lunga lista che va da Vacanze Romane alla Dolce Vita, da Mangia, Prega e Ama a La Grande Bellezza non dovete tralasciare il Gladiatore.

Questo film vi fa veramente capire l’utilizzo dei fori e, soprattutto, del Colosseo. Lo sport più seguito all’ora non era il calcio (nonostante ricordi uno stadio) ma era la lotta tra gladiatori (principalmente schiavi).

I gladiatori dovevano combattere contro uomini e/o animali e dovevano guadagnarsi il diritto di vivere. Solo l’imperatore poteva concedergli la grazia. Nel film si vede anche una magnifica ricostruzione del Colosseo.

Al suo interno 70.000 posti: 60.000 a sedere e 10.000 in piedi. Non esisteva una biglietteria ma veniva consegnata una tavola di legno con l’invito al capofamiglia a seconda della classe sociale. Anche i posti erano assegnati con quest’ultimo criterio.

Al momento stanno restaurando la parte interna per eliminare le crepe presenti e sistemare le parti maggiormente usurate o le sezioni non più presenti.

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Vicinissimo al Colosseo si può vedere l’Arco di Costantino, anche se non sono in molti a prestargli attenzione. L’arco è dedicato all’imperatore Costantino che unificò l’impero romano sotto un’unica religione, quella cristiana.

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Proseguendo per raggiungere il Giardino degli aranci ed ammirare il tramonto, passiamo in mezzo al Circo Massimo. Uno stadio per la corsa con le quadrighe, che se non fosse formato ormai solo da resti, sarebbe ancor più spettacolare del Colosseo. Poteva ospitare fino a 400.000 spettatori.

Ora è utilizzato per eventi musicali e in caso di vittorie calcistiche è stato un luogo di raccolta: ad esempio nel 2001 in occasione della vincita dello scudetto della Roma e nel 2006 quando l’Italia vinse in mondiali di calcio.

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Passando per una via in salita con a fianco il Roseto, arriviamo al Giardino degli Aranci.

Entriamo e…la verità? Ci aspettavamo qualcosa in più. Forse più spazio verde. La terrazza però regala un bel panorama se non fosse che il posto è talmente famoso che si fatica ad appoggiarsi al muretto per ammirare il tramonto.

Scattiamo qualche foto e usciamo dal Giardino.

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A destra uscendo troviamo la Fontana del Mascherone e la Chiesa di Santa Sabina. Questa colpisce subito: appena entrati il bianco del marmo sul pavimento e le pareti abbastanza spoglie fanno risaltare subito abside.

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Stiamo per andare verso la porta del Palazzo del Priorato quando vediamo un giardino aperto con un altro belvedere. Entriamo e vediamo un cartello è il Giardino storico di Sant’Alessio. Poco conosciuto, non c’è quasi nessuno, ma il panorama è decisamente spettacolare. Forse è la sua calma che ci colpisce rispetto a quello degli Aranci. E’ molto intimo! Abbiamo quindi guardato un meraviglioso tramonto abbracciati. Se cercate un posto romantico ve lo consigliamo!

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Ormai c’è buio e solo qualche raggio di sole che sta per sparire fa un po’ di luce. Vogliamo la foto dalla serratura del Palazzo del priorato dei Cavalieri di Malta. Se non lo sapete si vede San Pietro (questa vista è diventata famosa grazie al film la Grande Bellezza).

La nostra idea è sfumata dopo aver visto la coda (guardate la foto sotto). Se non si vede, questa gira tutta intorno alla piazza. Considerate che sta scendendo il buio e servirebbe un cavalletto, che non abbiamo portato, in più tutti si prendono i loro tempi per scattare la foto nel migliore dei modi.

Con queste premesse ad occhio e croce la fila potrebbe durare più di un’ora. Non ci siamo nemmeno chiesti se restare e abbiamo rinunciato.

Vi riportiamo il link di wikipedia per vedere la prospettiva dalla serratura: Clicca qui.

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Torniamo indietro verso il Roseto. Prima di questo sulla sinistra troverete una discesa, scendete e alla fine di questa girate a destra. Andando sempre dritto troverete Santa Maria in Cosmedin. Si tratta di una chiesa medioevale che in realtà è poco visitata. Tutti si concentrano sull’esterno di questa. Ma non per vederne la facciata bensì per la Bocca della Verità.

Il nostro consiglio è di visitarla, occorrono davvero 5 minuti essendo così piccola ma ne vale davvero la pena.

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La fila per infilare la mano nella Bocca della Verità è lunghissima e tra l’altro l’hanno interrotta perché stanno per chiudere i cancelli della chiesa.

La leggenda vuole che la Bocca della Verità si serri sulle mani dei bugiardi e le tagli.

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Probabilmente tutti avrete visto vacanze romane però cliccate qui se volete vedere la scena in cui la protagonista si trova davanti alla Bocca della verità.

Dall’altra parte della strada il Tempio di Ercole Vincitore e il Tempio di Portuno che risalgono al II secolo a.C. Nonostante i tanti anni passati dalla costruzione sono i templi più antichi e meglio conservati di Roma.

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Attraversiamo il Ponte per andare verso Trastevere.

Alla nostra destra il Ponte Rotto e l’Isola Tiberina, l’unica isola sul Tevere di Roma.

Eccoci arrivati a Trastevere, e con una certa fame aggiungerei, qui non è importante il ristorante dove andare o meglio non stiamo a consigliarvelo visto che ce ne sono tantissimi. I negozi poi sono aperti fino a tardi e nelle vie edere decorative e luci. Un quartiere giovane e animato veramente tipico dove si incontrano turisti e romani.

Al centro di questo quartiere si trova la Piazza e la Basilica di Santa Maria in Trastevere. Una delle chiese più antiche di Roma con un soffitto favoloso.Non abbiamo esplorato a lungo la Basilica perché era in corso una funzione.

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Vi consigliamo di scegliere un ristorantino tipico e mangiarvi qualcosa di romano. Non per forza qualcosa di elaborato o pesante però anche una carbonara semplice carbonara o una pasta all’amatriciana può essere qualcosa di fantastico. Il gusto di questi piatti è diverso da quello che si trova nel resto d’Italia (o almeno, ad esempio, la carbonara fatta in Emilia non è uguale… se venite in Emilia meglio mangiare altro).

Dopo aver cenato passeggiamo verso il nostro hotel. Fotografiamo e ammiriamo il Ponte Sisto illuminato. Questo ponte, costruito nel 1479, fu il primo costruito sul Tevere in epoca romana.

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Infine, per terminare la serata andiamo in piazza San Pietro per vederla di sera illuminata e bellissima. Più tranquilla, più calma e senza turisti (solo le forze dell’ordine sono sempre presenti). Nessun metal detector solo qualche coppietta che passeggia e si siete a fianco della fontana ad ammirare il Cupolone in tutta la sua bellezza.

Aveva ragione Venditti a cantare “Quanto sei bella Roma“.

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