Wat Phra That Lampang Luang

Lampang è una città poco turistica e per questo motivo è possibile visitarla in tranquillità. La maggior parte delle città e dei templi importanti ospitati in esse segue un filo conduttore: il Buddha di smeraldo.

Dall’importanza che viene data a questa statua ci si immagina un’enorme pezzo di smeraldo raffiguante Buddha. Invece, la dimensione è di 66 cm ed è fatto di giada.

Il Buddha di smeraldo è stato creato nel 43 a.C. in India e dopo diverse vicessitudini e cambi di proprietario arrivò in Thailandia nel 1353. La piccola statuetta viaggió per quasi tutto il regno ed oggi è conservata a Bangkok.

Perchè spendiamo tempo a raccontarvi questa storia? Semplice perchè il Buddha di smeraldo ha “alloggiato” per un pò di tempo anche a Lampang. Più precisamente presso il Wat Phra Kaew Don Tao.

Le tappe del suo viaggio sono state: Ayutthaya, Chiang Rai, Lampang, Chiang Mai e Bangkok.

Dopo questa premessa doverosa nel caso vogliate vedere il Wat Phra Kaew Don Tao, in questo post vi parleremo di un altro tempio altrettanto affasciante: il Wat Phra That Lampang Luang.

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L’ingresso principale è caratterizzato da una lunga scalinata e da dei guardiani: i Naga.

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Terminata la scalinata ci si trova praticamente a ridosso dell’entrata del tempio principale.

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L’ingresso costa 20B. Molte persone pregano e donano fiori. Il tappeto è molto lungo e per arrivare vicino a Buddha bisogna camminare con le ginocchia per qualche minuto (l’ideale per chi ha problemi al menisco 🙂 ).

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Come in tutti i templi che abbiamo visitato si trovano le statue di Buddha che possono essere ricoperte con foglie d’oro per chiedere ricchezza e le monete da incastrare nel piede di Buddha.

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La novità è stata il bastone che ci hanno spiegato essere per lo stretching in modo da allungarsi le braccia.

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Questo chedi è famoso per contenere il cappello di Buddha. E’ alto 45 metri e non è accessibile al pubblico. Dall’interno del tempio a fianco da un piccolo foro si vede esattamente l’ombra dettagliata del chedi. Quest’immagine è considerata un “miracolo”.

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Dopo essere entrati in quasi tutti i templi del complesso, e quindi dopo esserci tolti le scarpe un sacco di volte, ci addentriamo in quello che sembra un giardino.

Ci sono molti alberi che sembrano sorretti da lunghi bastoni colorati. Un’immagine quasi surreale che a prima vista non sapremmo spiegare se non pensare a qualche problema dell’albero.

In realtà su ogni bastone è impresso un nome e viene posto per sostenere la propria famiglia. Chiedere questo tipo di protezione non è gratis, come ogni richiesta anche inserire il bastone sotto il ramo di un albero è a pagamento sottoforma di offerta.

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In un tempio-museo è contenuta l’immagine della regina Chama Thewi. La città di Lampang, secondo una leggenda, fu fondata dal figlio della regina. Questa aveva un carattere molto forte e condusse diverse guerre per difendere il territorio. Il marito divenne monaco perchè era diventato ormai una figura secondaria nel regno.

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Verso l’uscita è presente un tempio costruito secondo lo stile cinese. Infatti i colori sono principalemente rosso ed oro.

All’esterno abbiamo incontrato diverse vecchiette che uscivano dopo la preghiera. Qui gli abiti sono piuttosto sgargianti e le fedeli più anziane escono solo per pregare e si vestono con gonne di seta piuttosto pregiate.

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L’interno è piuttosto spoglio viste le decorazioni esterne. L’unico punto di attenzione, e probabilmente è lo scopo di chi ha progettato il tempio, è diretto al Buddha dorato in fondo alla parete.

 

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