The White Cliffs Of Dover

Chi di voi non ha mai visto le bianchissime scogliere di Dover in qualche fotografia? Penso che la risposta sia “Ovvio che le ho viste”. Le fotografie non rendono giustizia alla bellezza e all’esplosione di colori a cui si ci trova davanti una volta arrivati.

In auto si arriva facilmente e c’è un parcheggio riservato a chi decide di visitare le White Cliffs. L’ingresso è a pagamento (3,50£ per auto),  in quanto fa parte del National Trust. Noi non siamo scesi subito dalla nostra macchinina rossa perché è cominciato a diluviare.  Seriamente, sembrava che ci fosse qualcuno che lanciava degli enormi gavettoni dal cielo. Un po’ come essere a Magaluf dove per poco non ci hanno colpiti con una borsa di plastica piena d’acqua lanciata da un balcone al terzo piano… ma questa è un’altra storia e stiamo divagando…

Eravamo un po’ amareggiati perché, nonostante fosse estate e ci eravamo già preparati psicologicamente agli acquazzoni inglesi, la speranza sulla durata della pioggia era quasi nulla.

Invece, abbiamo dovuto ricrederci la bomba d’acqua è svanita dopo circa 10 minuti lasciando un cielo limpido e azzurro che si confondeva con il mare del canale della Manica e contrastava (senza bisogno di filtri o trucchi da Photoshop) con il colore del verdissimo parco.

Scesi dall’auto un sentiero ci ha guidato verso le scogliere e abbiamo intravisto da lontano un faro (visitabile), bianco, che spuntava dal cielo blu.

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Il vento trasportava le nuvole, era fortissimo, e guardando all’orizzonte il cielo era sempre diverso. Le scogliere si prospettano maestose, imponenti, e le onde si infrangono su di esse, una dopo l’altra.

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Questo luogo è un po’ magico e un po’ pieno di speranze e desideri. Quanti di noi hanno almeno un parente, anche lontano, che ha visto queste scogliere da giovane? Era molto comune, infatti, dopo la guerra che i giovani tentassero la fortuna trasferendosi in Gran Bretagna (non che adesso sia diverso… la differenza è che oggi si prende un volo con la Ryanair o con Easyjet). Una volta da Calais si prendeva il traghetto e si attraversava il Canale della Manica e la prima cosa che si vedeva erano queste scogliere candide e altissime.

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Se il vento, o la pioggia, non è troppo forte (e vi assicuriamo che vi sentirete come spinti, se andate dalla sua stessa parte, od ostacolati, se vi dirigete dalla parte opposta, da quest’aria gelida che soffia in continuazione) c’è una bella passeggiata che potrete fare seguendo i sentieri e i vari cartelli.

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